La battaglia delle uova

Non c’è Pasqua senza uovo. Simbolo dell’origine della vita, fin dai tempi antichi l’uovo veniva offerto agli dèi che proteggevano la fecondità della terra come dono propiziatorio. Con il cristianesimo, il voto pagano si colora di un significato nuovo. Nell’ultimo periodo della Quaresima, quando l’osservanza del digiuno e del “magro” era rigorosa e i prodotti animali erano banditi dalla tavola, la riserva di uova si faceva abbondante. Così l’uovo ricompariva nel menù di Pasqua, segno di benedizione e di festa.
In molte zone la Pasqua era occasione per vere e proprie battaglie a colpi di uova. I due contendenti si sfidavano battendo alternativamente la punta del proprio uovo contro quello dell’avversario. Il primo che riusciva a romperne il guscio veniva proclamato vincitore. Attenzione: non si trattava di un semplice divertimento. Al vincitore spettava in premio l’uovo dell’antagonista. E così, più gare si vincevano, più si mangiava!
Sono tante le località dell’Emilia Romagna dove le sfide della tradizione sopravvivono. Perché non scendere in campo e cimentarsi in una di queste simpatiche tenzoni?

